27
Ottobre
20:00 — 23:00
Cittadella
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TRITTICO . CANTILLAZIONI

Amalia Franco, Anna Moscatelli e Renata Frana (IT)

Opera in tre miniature: Miniatura della notte, Miniatura del mattino, Miniatura del meriggio o tramonto.

“Cantillazioni” pone il proprio discorso nel vacillamento del soggetto sul crinale di due culture differenti, la nostra occidentale e quella indiana, tramite la contaminazione di diversi codici espressivi, quali la danza, il teatro di figura e la musica classica indiana. È un sorpasso a destra, citazione scorretta di un complesso sistema simbolico che volge all’attivazione di un cortocircuito della referenzialità. Non cerchiamo altri simboli, un’altra metafisica, un’altra saggezza, quanto piuttosto l’incrinatura del simbolo, una scossa del senso che permetta nuovo movimento.

Tre artiste indipendenti si riuniscono intorno al progetto Cantillazioni ponendo a servizio e nutrimento dell’opera le proprie specificità e percorsi personali.

Amalia Franco

lavora sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Lavora come artista indipendente, e collabora con il Teatro del Lavoro e La barca dei matti, IfOperetor production.

Anna Moscatelli 

consegue il BA (Hons) Dance Theatre Honour Degree presso il TrinityLaban Conservatoire of Music&Dance di Londra, danzando per Kirstie Simpson (UK) e Joclecio Azevedo (PT). Attualmente danza per Sosta Palmizi, I Nuovi Scalzi, La luna nel letto, Senza Piume Teatro.

Renata Frana 

si dedica alla musica e all’arte visiva. Strumentista di musica classica indiana e afghana. Co-fonda il duo KU, suona nel progetto Hartmann e accompagna alla dilruba il maestro Usta Daud Khan Sadozai. Frequenta regolarmente i seminari della scuola Labyrinth fondata dal celebre musicista Ross M. Daly a Creta.

BIOGRAFIA DI UN CORPO

Davide Valrosso (IT)

Un nudo isolato che contiene la propria ombra in un percorso che scandisce l’essenza e narra tramite se stesso tutte le biografie possibili. Il lavoro sul dettaglio è volto a evocare una creatura informe. La visione quasi mitologica che ne deriva passa attraverso un sapere del corpo fatto di micromovimenti, che dilatano l’attenzione e si potenziano in un crescendo incessante. Il corpo spoglio è simbolo di pienezza, un universo abitato solamente da presenze suggerite, lontano da postulati di controllo totale sull’azione coreografica. Reimparare a camminare, respira-re e sussurrare diventano il campo di un confronto sensibile con lo sguardo dello spettatore. La luce funzionerà come forza dinamica vitale che incontra l’occhio e lo guida, cambiando densità e calore, animando l’inanimato, strumento per descrivere l’indispensabile lasciando scorrere via tutto il superfluo e ridurre il corpo umano a strumento di comunicazione essenziale.

Davide Valrosso 

coreografo residente del Balletto di Roma, artista associato del Festival Oriente Occidente, coordinatore di “C.i.m.d” incubatore per futuri coreografi, sostenuto dal MiBACT.

Collabora in ambito universitario nel dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Sapienza di Roma.

Tramite l’utilizzo di un linguaggio personale esplora il rapporto visivo tra atto performativo e pubblico, riflettendo sulla funzione sociale che l’arte può avere nella cosiddetta “età della tecnica” (Galimberti). La sua poetica è incentrata sulla costruzione di paesaggi visivi dal forte impatto evocativo.

Nel 2020 debutterà con LOVE | Paradisi Artificiali, produzione: SIAE, TIR, Körper e Sinapsy-commissione per il Polish Dance Theatre.

(Nudo integrale)

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Biglietti

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Dettagli

Data:
27 Ottobre
Ora:
20:00 - 23:00
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T*Danse – Danse e Technologie