15
marzo
18:00 — 20:00
Spazio Associazioni
via Garibaldi, 7

Aosta, 11100
Gratuito
Caricamento Eventi
  • Questo evento è passato.

 

 

La Siria, il Libano, la Palestina, la grande regione del Kurdistan, ed uno sguardo a tuttotondo da parte di chi il Medio Oriente lo conosce bene, e ne può spiegare le dinamiche e la storia, cercando di tracciarne una “fotografia” dei tempi contemporanei, con uno sguardo rivolto verso il futuro di una delle zone più complesse – da un punto di vista politico e sociale – del panorama internazionale, e dagli equilibri più interessanti e delicati.

A guidarci in questo percorso saranno, nello Spazio Associazioni della Cittadella dei Giovani, giovedì 15 marzo alle 18, Ezel Alcu,  Mervat Sayegh e Caterina Ferrua.

 

Le protagoniste

Ezel Alcu
Nata a Diyarbakır-Amed nel 1989 ed originaria del Bakur Kurdistan, Turchia, Ezel è stata arrestata per la prima volta all’età di 13 anni con l’accusa di terrorismo e ha trascorso un lungo periodo nelle carceri turche. Dopo altri due arresti e una condanna all’ergastolo, è riuscita ad espatriare e dal 2010 vive in Italia come rifugiata politica. Oggi è rappresentante del movimento delle donne curde e referente dell’Uiki Onlus. La sua storia è stata fonte di ispirazione per “Kobane Calling”, il fumetto del disegnatore Zerocalcare che racconta la liberazione della cittadina curda dall’invasione dell’Isis.

 

 

Mervat Sayegh
Mirvat Sayegh – studentessa siriana presso l’Università di Ferrara e mediatrice culturale, arrivata in Italia attraverso progetto Resettlement.

Mervat ha 25 anni, nata e cresciuta ad Aleppo. la Siria,il suo paese, è in guerra da più di 6 anni. Vivere la quotidianità della guerra le ha fatto capire quanto è prezioso ogni minuto della vita.
Ogni giorno, uscendo da casa, o meglio dal luogo in cui cercavamo di incontrarci per risparmiare le risorse essenziali divenute una rarità,con la famiglia e gli amici si salutavano come se non dovessero vedersi più. Durante la guerra, il valore dell’accoglienza e della carità assumono la forma dell’Amore concreto di Dio. Pregare, avere fede, prendono forma, assumono materia, diventano sostegno di vita, appoggio per lo sconforto e unica preziosa risorsa illimitata da cui attingere nella nostra fragilità umana. Distruggere Aleppo significa aver cancellato sogni, ricordi, progetti e futuro di una generazione di ragazzi e bambini che farà i conti per il resto della loro vita con l’odore, i rumori e l’orrore della guerra. Da quando era piccola, è sempre stata interessata alla letteratura, alle lingue e alla storia e non ha mai pensato che la guerra potesse radicalmente interrompere i suoi studi e obbligare la sua famiglia a lasciare la loro casa. Hanno vissuto la guerra per tre lunghi anni, dopo di ché hanno deciso di uscire da Aleppo. Oggi sono rifugiati in Italia da più di un anno e mezzo. Avendo vinto una borsa di studio all’università di Ferrara, è riuscita a riprendere gli studi in lingue e letterature moderne. Ri-cominciare in Italia è stato anche incontri, amicizie, sentimenti, umanità, accoglienza e testimonianza. I suoi genitori, nella loro semplicità e dopo anni di duro lavoro, hanno messo da parte qualunque timidezza per cercare umilmente di ricostruire una vita. Tuttavia è difficile per loro, tenere in piedi la speranza che invece nei giovani è sicuramente più vivace. La sua vita è cambiata molto negli ultimi 6 anni, ho abitato in 5 posti diversi ,la Chiesa, quando si cambiano molti posti, diviene l’unica casa in cui rifugiarsi e che trovandosi in ogni luogo, anche se in lingua differente, permette di mantenere viva la presenza dell’Amore.

 

Caterina Ferrua
Caterina Ferrua è nata nel 1991 a Lucca. È stata scout e in diverse associazioni di volontariato nella sua città, ho studiato Filosofia e si è in seguito poi trasferita a Torino nel 2014 per continuare gli studi in Sviluppo e Cooperazione. In questo momento sta scrivendo la tesi per terminare gli studi, dopo aver svolto un lavoro di ricerca in Libano. Dal 2014 è volontaria di Operazione Colomba, corpo civile di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, esperienza che l’ha portata nelle presenze di condivisione diretta e di pace in Palestina e in Libano.

Dal 2016 ha preso parte come volontaria ad alcuni progetti di accoglienza dei corridoi umanitari per siriani rifugiatisi in Libano, percorsi intrapresi sul territorio piemontese da parrocchie o gruppi di cittadini.

Dettagli

Data:
marzo 15
Ora:
18:00 - 20:00
Prezzo:
Gratuito
Categorie Evento:
, , ,